Il cammino non è una "passeggiata"

Le magliette, la lista, lo zaino, “Forse non posso venire..” “Ma come?” “Lavoro...” “Non vengo ho la febbre”, “Posso venire anche io?!” E via via che l' itinerario prendeva forma e il numero di partecipanti era apparentemente definito si susseguivano imprevisti!

E così, riusciamo a partire alle 5.30 di mercoledì 1 giugno da Porta Nuova in 6 , si è aggiunta all’ ultimo Elisabetta da Milano e altre due donne in cammino ci avrebbero raggiunto direttamente a Chiavari, luogo da cui siamo partite per il nostro cammino trekking. Ad accoglierci le rimostranze chiavaresi e la responsabile di Tigullio trekking, Donatella si è data un gran da fare con la sponsorizzazione del nostro cammino, foto ufficiali con maglietta, caffè, focaccia per il pranzo e dopo tutto questo riusciamo finalmente ad incamminarci: 9 donne , 9 storie , 9 universi! Come faccio a raccontarvi 5 giorni di passi in salita, discesa, gradini, sentieri impervi, paesaggi mozzafiato, bagni nel mare immenso, emozioni , itinerari reinventati... ci provo, proverò a scattare una fotografia e descriverla anche nelle zone d’ ombra. Non è stata una passeggiata, le difficoltà si sono subito presentate, cominciando con le salite impegnative e con alcune di noi in difficoltà. Le nostre leader guida, Dona e Adri, ci hanno sostenuto e accompagnato come delle vere giovani marmotte. Non sono mancati momenti di tensione emotiva frutto della fatica e della stanchezza, ma stare nel gruppo significa supportarsi a vicenda, portare consapevolezza alle proprie capacità e forze senza creare attriti. Non è stato sempre facile, il cammino passa anche attraverso le emozioni, il corpo, la paura, la fiducia. Il cammino è una esperienza intensa, che ci attraversa e si imprime nelle cellule. E nei momenti di difficoltà ci riveliamo, ci esponiamo, nudi, con le nostre fragilità. Ma passiamo agli incontri lungo l' itinerario che sono stati davvero interessanti! La prima tappa a Montallegro è stata una vera e propria immersione nel bosco, a pochi passi dal Santuario, le finestre delle nostre stanze affacciate sul golfo sembravano cornici di un quadro e le stanze singole così semplici, un letto, un armadio e un lavandino, ci hanno accolto in solitudine. Sembrava di essere in una versione ligure di un ashram una insegnante di yoga vestita di bianco che cucinava, due camerieri serafici e cordiali e il proprietario dell’ albergo ligure inside che ci parlava della sua terra con fervida passione. Il secondo itinerario è stato davvero impegnativo con un sentiero scosceso e impervio, ma ce lo siamo smazzato bene, giunte al termine della traccia nel bosco ancora ci attendeva una strada asfaltata per arrivare alla meta. Ma sul sito c’era scritto che davanti ad una chiesa bisognava chiamare Massimo che ci avrebbe dato l’acqua! Già perché lungo il tragitto non c’erano fontane. “Massimo, Max, Massimoooo” e finalmente Massimo e i suoi dreadlocks ci aprono la porta della casa parrocchiale, accompagnato da un cane simpatico ci offre acqua fresca e un passaggio alla nostra compagna di viaggio affaticata. Ad attenderci, al termine della tappa una casa incantevole e i panettoncini liguri adagiati sul letto perfetto degno di una regina! Cammina, cammina, le gambe, i polpacci, le caviglie, il sudore, lo zainooo.... si ma quest’ anno eravamo super organizzate, zaino leggero che veniva riempito puntualmente dal cibo che non mancava mai! Sali, sali e poi ti si apre il cuore , l’accoglienza dell’ immensità del mare che si fonde con il cielo e ti si apre la vita dentro e fuori e la fatica scompare! Cammina e cammina nel bosco sotto il fruscio delle foglie e il tintinnio delle nostre bacchette scende il silenzio.... e dalla capofila partono segnali di acquietare il chiacchiericcio forse che forse una famiglia di cinghialotti sta attraversando il bosco con noi e poi tutto d’ un tratto si sbattono pietre e bacchette rumorosamente per farli allontanare... io in coda alla fila insieme ad altre due compagnie di viaggio ci guardiamo e scoppiamo a ridere, lo so può sembrare un po’ sciocco ma la scena era davvero divertente !!! Dal silenzio al baccano in men che non si dica con la paura isterica di scontrarsi con un cinghiale di cattivo umore! Approdiamo in un agriturismo a gestione familiare e che dire, personaggi alquanto originali, sembrava di essere in una altra dimensione, tornate indietro nel tempo in una famiglia rurale in cui le comunicazioni erano decisamente singolari! Un po’ burberi e un po’ gentili, un po’ simpatici e un po’ scorbutici. E via che il giorno dopo si riparte alla volta di Santa Margherita ma con tappa a San Fruttuoso per poi imbarcarsi sul battello che ci avrebbe consegnato alla civiltà. A Punta Chiappa il primo bagno per alcune di noi e per altre saluti al sole attorniate dal blu profondo del cielo e del mare. Un primo approccio con l’ umanità è arrivato forte e chiaro a San Fruttuoso dove la piccola spiaggia e gli scogli erano occupati da umani accalcati! E poi via mare verso Santa una piccola cittadina lussuosa con case bellissime! Cena in spiaggia e poi nanna... per ritornare a Chiavari il giorno successivo e concludere e chiudere il nostro cerchio, di donne, di sentieri, di Vie. Un cordiale signore che ci augurava buona passeggiata alle 6 del mattino dell’ ultimo giorno, con gli occhi stropicciati e ancora un po’ assonnata lo redarguisco rispondendo "camminata, il cammino non è una passeggiata"!!!!






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